Il 31 dicembre incombe, l’anno sta per finire… è tempo di buoni propositi!

Nuovi obiettivi, nuovi progetti, nuove intenzioni, nuovi input motivazionali ci accalorano e ci lasciano sperare che il nuovo anno sarà migliore: ci metteremo in forma, leggeremo di più, cambieremo lavoro, impareremo l’inglese, ci diletteremo in cucina, appianeremo i dissapori familiari, ci ritaglieremo più tempo per giocare con i nostri figli, ci dedicheremo ad un hobby piacevole, troveremo nuovi amici e (forse) anche un partner che ci faccia vivere un amore da favola.

Finalmente faremo tutto ciò che desideriamo fare da tempo…miglioreremo la gestione della nostra quotidianità, smetteremo di correre dietro al tempo, coltiveremo relazioni sane, troveremo il modo di realizzare tutti i desideri che abbiamo chiuso nel cassetto da tempo, autoconvincendoci che i sogni sono solo per i folli.

Questi i buoni propositi più gettonati, queste le speranze che più spesso tentano di cullare i nostri pensieri e di placare l’ansia correlata alla paura di deludere noi stessi e gli altri.

Buoni Propositi, o vane speranze ?

Si tratta di speranze vane, purtroppo. Perdonami se sono un po’ brutale.

E’ molto probabile che tu ti stia chiedendo come faccio a saperlo…

…lascia che ti spieghi attraverso un divertente esperimento:

scrivi i buoni propositi nella solita “to do list” di ogni fine anno, o  nella nuova agenda (acquistata appositamente per il tuo anno migliore)

Fatto?

Ora confronta la lista con quella dello scorso anno.

Non la trovi più?

Sono certa che se ci pensi bene te la ricordi

É molto simile, giusto?

Certo, questo è stato un anno molto particolare… ma cosa mi dici a proposito degli anni scorsi? 

Lasciami indovinare…

… stesse speranze,  stessi obiettivi,  stessi buoni propositi… in poche parole: stesse illusioni.

Ogni nuovo inizio di calendario si impegna a suonare il “gong” della messa in atto: “da lunedì mi metterò a dieta e farò sport ogni giorno”, “da settembre leggerò almeno un libro al mese”, “dal primo gennaio gestirò mio figlio con pazienza”, “entro Pasqua farò il punto sul futuro della mia relazione”, sono solo alcuni esempi.

Ma ogni nuovo inizio ci rivela le nostre risorse mancanti o arrugginite. E di fronte ai nostri limiti utilizziamo il sedativo più pericoloso: la procrastinazione.

Rimandare, sul momento, ci rassicura e conforta, ma a lungo andare blocca la nostra crescita evolutiva ed ostacola la costruzione della nostra autostima.

Il cuore della questione risiede nelle parole di Seneca quando scrive: “non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle, ma è perché non osiamo farle che sono difficili”.

Già, ad illuderci è proprio la speranza che, per qualche strana congiunzione astrale, nell’ipotetico “nuovo inizio” cominceremo a fare quello che non abbiamo mai fatto prima. Ad ingannarci è la convinzione che, improvvisamente, sapremo motivarci a fare ciò che rimandiamo da anni, o ciò che abbiamo cominciato numerose volte senza riuscire a perseverare con costanza, o ciò che gli esperti consigliano come “elisir” di una vita felice.

La procrastinazione è nemica dell’autostima.

E la cosa più dannosa sai qual è?

Che ogniqualvolta confidiamo in queste aspettative illusorie, poi ci ritroviamo a fare i conti con un senso di frustrazione che ha le sembianze di un gigante tatuatore pronto a scriverci in fronte: “incapace”.

In sintesi, ogni attività procrastinata o incompiuta lede gravemente la nostra autostima e genera sfiducia nelle nostre possibilità future.

Come fare allora per uscire dalla trappola dei buoni propositi irraggiungibili e poco realistici e dedicarci solo ad obiettivi raggiungibili?

Ecco 5 consigli facili che se sceglierai di mettere in atto fin da subito saranno in grado di ribaltare la tua situazione attuale.

Scopriamoli insieme:

  1. pensa all’ambito di vita che vuoi migliorare tra i quattro fondamentali: famiglia, lavoro, relazioni amicali, percezione corporea
  2. metti a fuoco il cambiamento che trasformerebbe in un diamante prezioso quell’ambito della tua vita
  3. descrivi a te stesso quel cambiamento nella maniera più definita e concreta possibile: nello specifico, cosa dovresti fare esattamente per rendere il cambiamento possibile? Quali sono gli strumenti più utili a generarlo?
  4. individua le azioni necessarie al cambiamento, poi mettile in ordine gerarchico, da quella più difficile a quella più facile
  5. dedica 10 minuti al giorno a compiere l’azione più piccola e più facile e persisti nel compierla quotidianamente per almeno un mese

Riassumendo…

Per motivare noi stessi a cambiare occorre innanzitutto avere un obiettivo che ci sta davvero a cuore, per il quale siamo disposti ad investire tempo ed energia.

Poi occorre definire quella missione in maniera “chirurgica” e concreta.

Infine, occorre nutrire l’impegno a perseguire questo obiettivo, impegnandoci quotidianamente, a tutti i costi.

Si, hai letto bene: l’impegno nutre l’impegno.

Ovviamente tutto questo è possibile se abbiamo le risorse emotive per focalizzare, definire e raggiungere l‘obiettivo prefissato.

Altrimenti sarà necessario vestirsi del coraggio e dell’umiltà necessari a chiedere aiuto.

Lo so, questo nuovo modo di trasformare i buoni propositi in obiettivi raggiungibili può sembrarti complesso se non lo hai mai messo in atto prima d’ora. Ecco perchè voglio offrirti il mio dono di inizio anno —> una consulenza gratuita di PsicoStyling della durata di 20 minuti, nella quale ti aiuterò a focalizzare il tuo primo obiettivo e ti darò qualche suggerimento pratico per raggiungerlo. Scrivimi a lara.ventisette@gmail.com oppure contattami al +393394110163 e prenota la tua consulenza gratuita.

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Buon Anno

Lara