Dove eravamo rimasti?
“…La sfera delle relazioni è una dimensione all’interno della quale i messaggi emotivi contano molto più dei contenuti delle nostre comunicazioni”.

Eh già, stando alle numerose ricerche sul tema comunicazione, nelle interazioni con i nostri interlocutori conta molto più COME ci esprimiamo, rispetto a COSA diciamo. Alle persone con cui parliamo resta impresso il messaggio emotivo veicolato dalla nostra comunicazione NON verbale, o meglio, quanto il messaggio emotivo e quello verbale sono concordi o discordi.
Due parole doverose sulle emozioni: il termine emozione deriva da “ex”=uscire e “motio”= muoversi, agire. L’emozione è un processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi della persona e si accompagna a esperienze di interpretazione soggettiva (sentimenti), cambiamenti fisiologici (regolati dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettro-corticali), comportamenti “espressivi” (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).
Il comportamento espressivo delle emozioni riguarda, appunto, la comunicazione NON verbale. Cos’è esattamente?
Possiamo distinguere la comunicazione NON verbale in: Dinamica e Statica.
La comunicazione NON verbale Dinamica comprende:
Sistema paralinguistico: tono, frequenza, ritmo della voce, silenzio
Sistema cinesico: contatto visivo, mimica facciale, gestualità, postura
Prossemica: ovvero il modo di occupare lo spazio e di regolare la distanza/vicinanza dalle/alle altre persone.
Aptica: è costituita dai messaggi comunicativi espressi tramite il contatto fisico (ad esempio: la stretta di mano, il bacio sulle guance, un abbraccio, una pacca sulla spalla…).

Poiché il corredo Non Verbale per gli esseri umani è in parte innato e in parte appreso, quando parliamo di comunicazione NON verbale la cultura di appartenenza riveste un ruolo cruciale: ad esempio la quantità di contatto fisico presente nei rapporti interpersonali fra le persone di cultura sud-europea verrebbe considerata come una violenta forma di invadenza dai popoli nord-europei.

La comunicazione NON verbale Statica
Anche questo aspetto della comunicazione NON verbale è rilevante nell’influenzare le nostre comunicazioni: ne fanno parte l’abbigliamento, l’acconciatura, il trucco e gli accessori.
Le componenti statica e dinamica della comunicazione sono il canale privilegiato attraverso cui raccontiamo al mondo la nostra personalità e il nostro stile di vita.
Gli studi sul noto effetto “prima impressione” rivelano che esso si basa proprio sui comportamenti espressivi che manifestiamo nei primi dieci secondi di interazione con l’interlocutore: siamo colpiti innanzitutto dall’abbigliamento e dalla sua morfologia corporea, dalla sua pettinatura, dal suo odore e dal genere; poi prestiamo attenzione ai suoi primi dieci passi, alle sue prime dieci parole, ai suoi primi dieci centimetri del viso, alla sua mimica facciale, al suo sguardo e al tipo di contatto visivo che agisce.
L’aspetto statico della comunicazione NON verbale genera immediatamente una prima impressione in chi ci guarda ed è più controllabile da ciascuno di noi; possiamo calibrarlo in modo consapevole secondo gli specifici obiettivi, adattandolo alla situazione specifica e alle persone che vi sono coinvolte.